Ecologia

Negli ultimi 150 anni abbiamo consumato incautamente combustibili grezzi in quantità incommensurabile, che hanno richiesto milioni di anni per svilupparsi.

Quante risorse avremo in futuro è discutibile, ma siamo d'accordo a livello globale, sul fatto che dobbiamo riflettere sulla nostra sete di energia.

Il clima, nella storia del nostro pianeta, è sempre stato in evoluzione, ma siamo per la maggior parte d'accordo che, ciò non è mai avvenuto così rapidamente.

Non si può determinare esattamente se solo gli esseri umani con le loro azioni siano responsabili di tali cambiamenti e, quanto grande sia la loro quota di responsabilità. Ma anche su questo tema, in tutto il mondo la maggior parte delle persone è dell'opinione, che dobbiamo prestare maggiore attenzione alla natura e alle sue regole, se vogliamo avere un mondo vivibile anche domani.

Non solo derubiamo la nostra casa "terra", ma produciamo anche rifiuti che per la maggior parte hanno tempi di decomposizione inimmaginabili secondo gli standard umani, ad es. radioattività, chimica o plastica.

Anche se da oramai più di 60 anni noi cosiddette nazioni civili siamo consapevoli del fatto, che ci stiamo sotterrando d’immondizia e avvelenando, continuiamo il nostro stile di vita decadente, così come se avessimo un secondo o addirittura terzo pianeta alternativo su cui vivere.

Forse noi piccoli e singoli individui contro giganteschi e spericolati “Global Player”, non possiamo influenzare e modificare immediatamente meccanismi in questo dibattito. Ma possiamo affinare la nostra consapevolezza e, dove possibile, agire in merito.

Proprio in questi giorni la spazzatura negli oceani ha riempito i titoli dei giornali. Una balena con diversi chilogrammi di plastica nello stomaco è stata trovata morta su una spiaggia.

"Dieci milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno finiscono negli oceani e nei mari del mondo, per lo più sono minuscole particelle di plastica", ha detto nel 2016, l'allora Commissario Europeo per l'Ambiente Janez Potočnik.

Esperti stimano che oltre 150 milioni di tonnellate di plastica già oggi inquinino gli oceani e, secondo Greenpeace, solo l'area di rifiuti nel Pacifico copre un'area delle dimensioni dell'Europa Centrale.

Se le tendenze attuali continuano, come si legge in un rapporto degli esperti ambientali delle Nazioni Unite del 2018, la quantità di rifiuti di plastica negli oceani di tutto il mondo, nel 2050 sarà aumentata fino a 12 miliardi di tonnellate.

Secondo la Ellen MacArthur Foundation nella metà del secolo ci sarà nei nostri oceani più plastica che pesci. E già oggi si stima un rapporto di 1 : 2 tra plastica e plancton, una fonte di cibo vitale per molte specie marine.

La plastica, come affermano alcune persone che occupano posizioni di responsabilità, è una parte indispensabile della nostra vita quotidiana. E come in molti altri settori, non sembrano essere seriamente interessati a cambiare qualche cosa.

Tuttavia, ognuno di noi ha la possibilità di ripensare il proprio agire quotidiano e modificare il proprio consumo.
La nostra salute e i nostri discendenti, gli animali e le piante ci ringrazieranno!

AGISCI!